Ultima modifica: 17 gennaio 2016
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Enrico Fermi: la vita di uno scienziato

enrico fermiIl fisico Edoardo Amaldi, memoria storica della vita di Fermi, il 12 marzo 1955, nel 1° Anniversario della sua morte lo ricorda così:

“Il suo spiccatissimo senso del dovere e di rispetto delle leggi, la sua indole calma e aliena da ogni atto di violenza, il suo riguardo per il prossimo e le sue opinioni, il suo vivissimo spirito critico che lo portava a stabilire spassionatamente la scala dei valori scientifici od umani, il suo senso di amicizia e la sua generosità nel riconoscere i meriti altrui, sono qualità che fanno di lui un uomo indimenticabile”.

Enrico Fermi nacque a Roma il 29 Settembre 1901. Sin da bambino mostrò grande interesse e propensione per la matematica e la fisica, cui si avvicinò grazie al contributo dell’insegnante Amidei. Quest’ultimo lo aiutò seguendo sistematicamente i suoi studi e proponendogli dei test specifici. La sua preparazione proseguì al liceo, ove si diplomò nel 1918, e successivamente presso la scuola normale di Pisa.Durante gli studi universitari Enrico Fermi si dedicò ad una intensa attività di ricerca sui caratteri distintivi del suono e della diffrazione dei raggi X da parte dei cristalli.

L’assegnazione del premio Nobel per la fisica ad Einstein spinse Fermi a dedicarsi allo studio della struttura atomica che lo portò all’elaborazione della statistica antisimmetrica (statistica Fermi-Dirac) basata sul principio di esclusione di Pauli. La brillante elaborazione lo mise ai vertici degli interessi di Corbino, uomo politico di fama, il quale gli diede l’opportunità di creare un gruppo di ricerca presso lo studio di via Panisperna a Roma e di portare la fisica italiana ai più alti livelli. Insieme ad un gruppo di giovani laureati Fermi potè compiere gli studi che lo portarono alla formulazione della teoria matematica del decadimento Beta e alla scoperta dei neutroni lenti. Un bombardamento di neutroni di questo tipo permetteva di ottenere attività indotte molto piu’ intense.

Ulteriori informazioni sull’argomento sono riassunte in un lavoro compiuto con la collaborazione di Amaldi: “Sopra l’assorbimento e la diffusione dei neutroni lenti”, e in un lavoro teorico dello stesso Fermi: “Sul moto dei neutroni nelle sostanze idrogenate”. L’enorme valore della scoperta fruttò a Fermi l’assegnazione del Nobel per la fisica nel 1938.
Da allora fino al 1942 la precaria condizione mondiale costrinse Fermi alla permanenza negli Stati Uniti, ove non erano in vigore le leggi razziali adottate invece in Germania e in Italia. Qui lavorò all’attivazione del primo reattore nucleare, che permetteva di produrre uno sviluppo controllato di energia a partire da un processo di fissione, e alla costruzione della bomba atomica.

Abbandonati gli studi in tal campo si dedicò, fino al momento della sua morte sopraggiunta nel 1954, allo studio della struttura subatomica e all’analisi delle reazioni fra Pioni e Nucleoni.
Per omaggiare ilo suo enorme contributo alla fisica mondiale, quando si scoprirono particelle subatomiche ancora ignote, venne dato loro in nome di Fermioni.




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